Ed ecco di nuovo il Lerchenwald in un altro dei suoi possedimenti personali, situato questa volta nei paraggi di Bressanone. Questo Lerchenwald è senz'altro un cittadino del mondo o, almeno, tutto il mondo sembra appartenergli, essere, in una maniera o nell'altra, in suo possesso. Sedendo su una rupe, nella densa ombra delle selve, tendendo l'orecchio ai canti degli uccelli e dei ruscelli, andando a caccia, ma anche semplicemente in cerca di funghi, con il suo amministratore (qui ritratto in gonnellina e grembiulino e senza i denti anteriori), egli si riposa dai logoranti ritmi della grande città e ritempra intanto le sue energie in vista dei futuri impegni che l'attendono (come si può vedere, anche lui indossa i pantaloni di cuoio alla tirolese, una concessione da vero affabile cittadino ai costumi del luogo. Quella che passa sullo sfondo è invece una gallina tirolese). Per un istinto assolutamente naturale e non inculcato, Lerchenwald è capace di seguire per ore le piste di un porcino, arrampicandosi fin sui pendìi più ripidi, più spericolato di una capretta, più tirolese di un tirolese, lui che è nato a Roma!In Tirolo sarà anche ambientato il suo primo romanzo, romanzo che Lerchenwald scriverà alcuni anni dopo e farà ricopiare in bella scrittura al suo segretario particolare con tutti i denti ormai al loro posto. Questo romanzo, in cui l'eroe è un certo Hansl, un ragazzetto di città messosi alla ricerca di un tesoro nascosto nel cavo di un albero, di cui ha trovato per caso la mappa, e Seppl è invece un montanaro intrigante e invidioso, che con tutti i più sleali mezzi tenta di fargli lo sgambetto, mostra già una stupefacente scaltrezza d'intreccio.Una curiosità: allora Lerchenwald incaricò il suo amministratore di ricopiarlo, convinto che quegli avesse una grafia migliore della propria: e invece come si meravigliò alcuni anni dopo, quando riprese in mano il quaderno e si accorse che era persino peggiore! Come cambia paurosamente la prospettiva crescendo!